
L’assessore provinciale alla protezione civile, Rivola, ha risposto a un’interpellanza del capogruppo Gianluigi Forte, Lega Nord.
“Per quanto riguarda il nostro territorio - ha esordito Rivola - sono note le criticità presenti lungo i corsi d'acqua principali del reticolo idrografico come evidenziato nel Piano Provinciale di Emergenza di Protezione Civile. L'attenzione principale, sul nostro territorio, si concentra sui tratti di pianura che corre i rischi legati al difficile deflusso della acque anche a causa della subsidenza. In tal senso, è necessario interpellare direttamente i soggetti deputati alla gestione dei fiumi che in prima persona ne sono responsabili da un punto di vista tecnico: nel caso specifico, i Servizi Tecnici di Bacino (Romagna e Fiume Reno), le Autorità di Bacino (Fiumi Romagnoli, Fiume Reno) oltre ai Consorzi di Bonifica (della Romagna, della Romagna Occidentale, della Pianura Ferrarese) per quanto riguarda il reticolo minore. Il Servizio di Protezione Civile ha verificato, l’anno scorso, con questi soggetti la situazione. Si è tenuto un incontro in Prefettura. Il Servizio ha provveduto ad effettuare sopralluoghi su tutte le principali aste fluviali. La Provincia, in questi ultimi anni, ha svolto una notevole attività di studio e approfondimento e l’ha resa disponibile agli organi tecnici regionali nell'ottica di "sistema" di protezione civile e di collaborazione fra gli Enti. I “corridoi ecologici” della rete ecologica provinciale sono definiti e normati dal PTCP, nel quale non v’è alcun passaggio che renda problematica o che impedisca la manutenzione dei corsi d’acqua.”
“Dopo gli incontri e le verifiche - ha proseguito Rivola - il Presidente della Provincia ha chiesto alla Regione Emilia-Romagna e agli Enti competenti, di intervenire con urgenza per attuare la dovuta manutenzione dei fiumi. Infatti, la presenza ingombrante della vegetazione può compromettere il regolare deflusso delle acque in caso di piene (riduzione delle portate, possibili fenomeni di ostruzione in presenza di ponti ed effetto di rigurgito, ecc...) innalzando in tal modo il livello di pericolosità dei fiumi, con conseguente rischio per tutti gli elementi esposti.”
“Ciò che è emerso dai confronti avuti, in sintesi, è che sempre minori sono i fondi resi disponibili dallo Stato (fondi derivanti dalla previsioni della ex L.183/89 e da attuare secondo un accordo sottoscritto dalla Regione con il Ministero dell'Ambiente e relativi alle annualità 2011-2012-2013). A tale problema si aggiunge la scarsità delle risorse regionali. Il Servizio Tecnico di Bacino Reno ha descritto nel dettaglio tutti gli interventi previsti nei trati arginati dei fiumi di competenza, specificando le fonti di finanziamento previste.”