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» Ravenna - 29/11/2010

"Inceneritore che vai sequestro che trovi"

Riceviamo e pubblichiamo da Cinzia Pasi e Roberta Babini dell' Associazione Clan-Destino

Centrale Ex Eridania Russi: ecco perché non ci fidiamo.
Bando di Argenta, Pozzilli, Maglie: sono solo alcuni degli impianti nati come centrali a biomasse, autorizzate per essere alimentate a cippato di legno, scarti vegetali e delle lavorazioni alimentari, predisposti comunque, per le loro caratteristiche tecniche, a poter bruciare qualunque tipo di rifiuto, anche urbano, in tempi recenti sono stati posti sotto sequestro dall' autorità giudiziaria.
Pare infatti vi venissero smaltiti in modo illecito rifiuti ed ora, ultimo in ordine d'arrivo, anche l'inceneritore a biomasse della "Scotti Energia", proprio quella del Dott. Scotti televisivo.
Sulla carta doveva essere un "impian¬to modello" di smaltimento rifiuti della lavorazione del riso, dove l'energia veniva ricavata da fonti rinnovabi¬li, come la lolla, otte¬nuta dallo scarto della lavorazione dei cereali e del riso.
Dopo un anno e mezzo di indagini la Guardia Forestale si sarebbe trovata di fronte ad una realtà ben diver¬sa: pare infatti che per pro¬durre energia, nell'impianto pavese di "Riso Scotti Energia", sarebbero stati introdotti rifiu¬ti di ogni tipo e non esclusivamente biomasse vegetali e, a dire di un dipendente, anche rifiuti urbani.
Non solo. Se¬condo le Procure di Pavia e Milano, che hanno condotto l'inchiesta, sarebbero sta¬ti utilizzati anche legno, plastiche, imbal¬laggi, fanghi di depurazione di acque re¬flue urbane ed industria¬li ed altri ma¬teriali misti che per le loro caratteristiche chimico- fisiche superavano i limi¬ti massimi di concen¬trazione dei metalli pe¬santi - cadmio, cromo, mer¬curio, nichel, piombo ed al¬tri - previsti dalle autorizza¬zioni.
Eppure i loro sostenitori ce li presentano come impianti sicuri e moderni, ma la cronaca italiana è piena di sequestri, chiusure, drammi legati all'inquinamento: dell'ambiente e di conseguenza danni sull'uomo.
Noi non ci fidiamo.....!!!
Non ci fidiamo di chi sostiene a spada tratta questi impianti, non ci fidiamo di chi vorrebbe costruirne uno a Russi: il Gruppo Maccaferri-Eridania ha recentemente acquisito il restante 51% della Società ITALDRENI, ottenendone così il controllo al 100%. Specializzata nella costruzione di discariche, Italdreni apparteneva al gruppo Greenvision di Mariella Burani, firma in fallimento della moda italiana, del quale fa anche parte la Enervision, azienda con sede a Dosolo (Mantova), già coinvolta nella persona del legale rappresentante Giacomo Gallusi, nel processo per l'inceneritore di biomasse di Bando, in quanto fornitrice di combustibile.
Alle centrali a biomasse sequestrate vanno anche aggiunti gli inceneritore di Pietrasanta, Terni, Colleferro, Malagrotta, Gioia Tauro, Arezzo, Modugno, Trieste, Taranto, Brindisi, Busto Arsizio, sequestrati in questi anni......... e chi più ne ha più ne metta !!
Per Associazione Clan-Destino
CINZIA PASI E ROBERTA BABINI