
Sul Mercato Coperto si esprime il coordinatore provinciale del Popolo della Libertà - Giovane Italia. Ma arriva puntuale la replica dell'assessore Corsini
Riceviamo e pubblichiamo la nota di Mirko De Carli. "Di fronte al disagio degli operatori commerciali presenti nella struttura del Mercato Coperto, occorre che l'amministrazione comunale intervenga con parole chiare e precise. Purtroppo alcuni operatori stanno decidendo o hanno già deciso di trasferire la propria attività in altra zona (con costi maggiori e disagio dovuto al trasferimento) in quanto non percepiscono segnali precisi in merito alle intenzioni del Comune in merito alla riqualificazione dell'area.
Mi sembra che occorra partire da un progetto organico, che sappia partire dalla ristrutturazione del Mercato Coperto, dando però slancio a tutto il centro storico ravennate, in grande domanda di attrattiva commerciale. Un'idea positiva potrebbe essere quella della creazione di un vero e proprio distretto del commercio, promuovendo un network forte tra gli operatori del centro storico, in modo da unire necessità, proposte e operatività da mettere in campo.
In questo senso vanno attivate, dentro una sana concertazione tra i soggetti partecipanti al distretto (Comune, operatori commerciali e associazioni di categoria in primis), azioni per rivitalizzare il centro del città, che intervengano sul piano della mobilità, riqualificazione urbana e sicurezza.
Per questo temi come Piazza Kennedy, ztl e interventi di ristrutturazione di beni pubblici rilevanti in zone di forte attrazione commerciale (oggi in calo anche a causa di azioni non adeguate da parte di chi amministra la città) vanno analizzati in canale di condivisione come potrebbe essere il distretto del commercio. Per quanto riguarda poi il Mercato Coperto, che naturalmente rientrerebbe in questa visione, crediamo sia da considerare decisiva la sua natura di polo alimentare storico del nostro centro città. Per questo rilanciamo la dichiarazione di Gasperoni di Confesercenti Ravenna, il quale invita l'Amministrazione a renderlo un polo alimentare di qualità, volano anche per l'attrattiva commerciale di tutto il centro storico. In tutto questo va affrontato anche un altro problema: come effettuare i lavori.
Tutti hanno ripetuto che vanno salvaguardate le legittime esigenze degli operatori che lavorano all'interno e animano la struttura: per questo crediamo che il trasloco in P.zza Kennedy, come avanzato dall'Amministrazione Comunale, anche se temporaneo sia non appropriato e commercialmente non adeguato. Crediamo che la modalità adeguata sia quella adottata per la riqualificazione del Mercato Coperto di Torino, dove gli operatori sono potuti rimanere all'interno della struttura anche durante i lavori".
La pronta risposta dell'assessore al commercio Andrea Corsini
"Sono due anni che sul mercato coperto l'Amministrazione comunale pronuncia parole chiare e precise". Replica così l'assessore al commercio Andrea Corsini alle dichiarazioni di Mirko De Carli del Pdl. "Come annunciato - continua Corsini - uscirà il bando di project financing per la riqualificazione del mercato coperto entro la fine di settembre. Abbiamo previsto incentivi
e compensazioni a carattere economico per tutelare gli operatori attuali, riservando loro un diritto di prelazione e lo sconto del 40 per cento per un certo numero di anni sul canone d'affitto. Canone che sarà pattuito secondo regole di mercato (e non più di 700 euro annui come è stato fino ad oggi).
Tengo a precisare - sottolinea Corsini- che non eravamo obbligati, per legge, a prevedere tali incentivi; ma abbiamo optato per questa soluzione perché ci sta a cuore il futuro degli operatori commerciali, soprattutto di quelli che, operando da tanti anni, hanno contribuito a dare garanzie di qualità alla struttura.
"Per quanto riguarda il trasferimento degli esercizi durante i lavori di riqualificazione - aggiunge - abbiamo davanti a noi quasi un anno e mezzo dal momento che, per tutto il 2011, l'attività del mercato rimarrà invariata. La sede provvisoria sarà comunque una piazza, ancora da individuare. Secondo i termini di legge, gli stessi operatori che decideranno di trasferirvi temporaneamente l'attività dovranno farsi carico delle spese di allestimento.