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» Ravenna - 02/09/2010

E il Piano Casa?

Riceviamo e pubblichiamo da Bazzocchi PDL

L'Assessore Farabegoli piange miseria di fronte agli inquilini delle case gestite da Acer, quelli delle case e appartamenti più vecchi. Sì perché quelli nuovi Acer li fa costruire già mal funzionanti, con gli impianti di riscaldamento per i quali è stata dichiarata la regola d'arte ma in verità sono stati fatti con i piedi, dove l'umidità fa ammalare i condomini che devono pagarsi da soli le ristrutturazioni: come accade per esempio in Via Patuelli. E potremmo continuare. Ma, chiediamo all'Assessore se è a conoscenza di uno dei primi interventi anticrisi che il Governo Berlusconi ha messo in atto, nei confronti del quale le Regioni, che dovevano insieme agli Enti Locali darvi attuazione, hanno fatto cadere il più oscuro dei menefreghismi. L'unica azione messa in atto, peraltro dovuta, è stata l'approvazione della legge regionale (la n.6 del 6 luglio 2009 per l'Emilia-Romagna) che vi dava attuazione. Ma vediamo nel dettaglio in cosa consiste il Piano Casa, così magari l'amministrazione comunale può iniziare ad attuarlo. Come da impegno assunto in campagna elettorale, il governo Berlusconi ha varato nel giugno 2008 un piano per la costruzione di nuove case, con uno stanziamento di 550 milioni di euro. Dopo otto mesi di trattativa, il 12 marzo 2009 la conferenza governo-Regioni- Comuni ha dato il definitivo via libera al piano nazionale di edilizia abitativa. L'8 maggio sono stati attivati i primi 350 milioni. Di questi: 200 milioni di euro sono ripartiti tra le Regioni per costruire alloggi popolari; gli altri 150 milioni danno il via al fondo immobiliare voluto dal governo per finanziare la costruzione di nuove case a prezzi sociali. Destinatari del piano sono i nuclei familiari a basso reddito (anche monoparentali), le giovani coppie a basso reddito, gli anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate, gli studenti fuori sede e gli immigrati regolari a basso reddito a patto che risiedano da 10 anni in Italia e da 5 nella Regione. Il terzo punto del piano prevede di dare agli attuali inquilini delle case popolari la possibilità di riscattare a condizioni vantaggiose l'abitazione in cui vivono. Nel decreto anticrisi approvato definitivamente il 27 gennaio 2009 il governo aveva già invitato gli istituti che gestiscono le case popolari a metterle sul mercato. Con l'intesa del 12 marzo 2009, anche su questa parte del progetto c'è l'accordo degli Enti locali e dunque esso ha preso il via. Il ricavato di queste vendite sarà investito in altre opere di edilizia pubblica. Anche questa operazione contribuirà a rilanciare il mercato delle ristrutturazioni.