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» Cervia - 30/08/2010

Far West nel Borgomarina

Volano botte da orbi nella notte tra schieramenti di etnia opposta. "La città di Cervia e l'ambiente marinaro non hanno nulla a che fare con queste rivalità, ma il livello d'allarme è alto" dicono i residenti del porto

Altri tempi quando si accendevano gli animi per una partita a carte e volavano parole "grosse" che la mattina dopo erano già dimenticate. Va bè, il caratterino in ebollizione dei pescatori era una prassi e a volte capitava qualche "alzata di mano" (derivante dalla più classica "alzata di gomito"), ma tutto si risolveva con un muso lungo, un saluto tolto dalle abitudini quotidiane e poi ripristinato nei momenti di solidarietà lavorativa e sociale, magari con una serie di battutacce salate. Le solite cose, se si eccettua un gran volo giù dalla finestra di tale Cunegonda, moglie di Epaminonda, che agli inizi del secolo scorso atterrò con non si sa bene quali danni fisici sul ponte di un lancione ormeggiato. Ma è leggenda, se non folklore ben condito con il trascorrere degli anni.
Ben diverso, invece, il discorso che riguarda la situazione attuale del Borgo Marina di Cervia, spesso travagliata da episodi di cronaca nera. Sono circoscritti, d'accordo. Però si legano alla presenza di gruppi stranieri che - come confermano le Forze dell'Ordine - stanno cercando di affermarsi con le buone e con le cattive sul territorio, gestendo situazioni oltre il limite della legalità.
L'ultimo episodio, in ordine di tempo, è avvenuto nella notte tra sabato e domenica, dopo le 2. Scenario, un bar frequentato da giovani di origine rumena che si affaccia proprio davanti al vecchio faro della marineria cervese. Entrati in conflitto con un plotone di giovani cittadini albanesi (tra esponenti di una parte e dell'altra i testimoni dicono fossero più di una cinquantina) sono volate bottiglie, sedie in legno del locale, soprattutto pugni e calci. Le urla e i vetri mandati in frantumi hanno tenuto svegli i residenti, che hanno chiamato i Carabinieri (intervenuti poco prima delle 4, in tempo per constatare che il Far West era ormai passato alle cronache).
"Una zona che si considera il fiore all'occhiello della città non dovrebbe registrare episodi del genere - dicono al Circolo dei Pescatori, poco distante -. E' un pezzo che si accendono risse tra gruppi rivali che nulla hanno a che vedere con la gente del posto o, al limite, i turisti. Per capire il fenomeno, basta guardare cosa succede sulla Statale Adriatica o in certe discoteche. Noi siamo esasperati e preoccupati. E non lo diciamo certo per schierarci con una linea politica precisa, perché siamo gente semplice, di radice popolare, che ha sempre lavorato duramente. Quindi, niente razzismo e xenofobia. Vogliamo solo sicurezza e modi di vivere civili. Lo capiranno anche i nostri amministratori pubblici, ai quali rivolgiamo un appello?".