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» Ravenna - 23/08/2010

Nuovo progetto riqualificazione aree vasche ex Eridania, "i cittadini non ficchino il naso"

Per Associazione Clan-Destino Roberta Babini Cinzia Pasi

Nei giorni scorsi Eridania Sadam ha provveduto a depositare presso gli Uffici competenti (Provincia di Ravenna e, per conoscenza, Comune di Russi) il progetto definitivo di Riqualificazione Russi ex zuccherificio.
Si tratta dell?intervento da effettuarsi sul terreno, attualmente ancora di proprietà della Soc. Coop.va di Autotrasporti CONSAR, adiacente all'argine dx del fiume Lamone, in parte sottoposto a vincolo paesaggistico in quanto ricadente nell?area dei 150 m dal piede dell'argine del fiume, tutelato dalla Legge ex Gal'sso.
L'area in oggetto di circa 4,6 ettari, peraltro completamente inserita all'interno di un sito a protezione ambientale europea SIC / ZPS, nel dicembre del 2008 era già stata teatro di abusi edilizi conseguenti ad operazioni di movimento terra effettuati in totale assenza di titoli autorizzativi.
Queste pratiche, che noi da sempre abbiamo definito procedimenti paralleli al progetto di costruzione dell'inceneritore di biomasse, pare proprio siano messe appositamente in campo per snellire e facilitare tutti gli interventi previsti nelle aree protette'e tutelate, terreni che dovrebbero compensare la superficie di area umida che andrebbe
perduta con l'interramento delle vasche interne allo stabilimento.
L'operazione di controllo del rispetto delle regole messa in atto da Clan-Destino in una zona dove, in nome dello sviluppo e della industrializzazione era davvero accaduto di tutto, ha evidenziato aspetti che nel corso di questi anni hanno visto in più occasioni l'intervento delle Forze dell'Ordine.
Proprio per poter esercitare questa funzione di controllo, diritto e dovere proprio di tutti i cittadini, occorre effettuare continue richieste di accesso agli atti depositati da Eridania presso la provincia di Ravenna.
In quest'ultima occasione però l'Azienda, forse infastidita dalla nostra pervicacia dello stare con l'ambiente ed al fianco dei cittadini, ci ha negato l'accesso alla documentazione. Tale pratica è prevista sì dalla normativa che regola l'accesso agli atti, ma deve essere motivata dall'Azienda. A nostro parere le argomentazioni addotte da
Eridania sono totalmente prive di attinenza e fondamento.
In primis non compete all'azienda definire generica la richiesta della documentazione ma alla Provincia che ha fatto partire la procedura di notifica alla controparte confermando così la corretta stesura della domanda presentata. Inoltre la documentazione richiesta è tutta inerente ad una procedura legata a tematiche ambientali e comunque la nostra Associazione già da tempo all'interno di tutta la procedura, ha tutti i titoli per poterne farne richiesta di copia.
E'alquanto inaccettabile che Eridania possa pensare di tenere al di fuori i cittadini poichè il procedimento è in corso. Se questi documenti fossero resi pubblici solo nel momento in cui fosse già presente un'autorizzazione, i cittadini non avrebbero certo la possibilità di controllo, di verifica ed eventualmente di intervento.
Infine non ci pare proprio che nella movimentazione di terreno nell'area in oggetto e nella eventuale piantumazione di piante ci siano know how e segreti industriali da proteggere e se così fosse, l'Azienda dovrebbe comunque produrre documentazione alternativa.
Per tutti questi motivi auspichiamo che la provincia di Ravenna, nella figura del suo Presidente, sappia tutelare e intervenire in difesa del diritto dei cittadini alla partecipazione ed al coinvolgimento nei processi decisionali che riguardano questioni di salute ed interesse pubblico, come peraltro sancito dalla legge che regolamenta
l'accesso agli atti pubblici.