
La Cgil ha proclamato uno sciopero generale di 4 ore (8 ore per la categoria delle costruzioni) per venerdì 12 marzo. Nel territorio ravennate è prevista una manifestazione provinciale a Faenza che si svolgerà dalle ore 10 in piazza del Popolo (con concentramento dei lavoratori previsto alle ore 9 in piazzale Pancrazi). Nel corso della manifestazione interverranno il segretario generale della categoria dei chimici e dei tessili Alberto Morselli e il segretario della Camera del lavoro di Ravenna Marcello Santarelli. Per partecipare alla manifestazione la Camera del lavoro ha organizzato diversi pullman che raggiungeranno le aree di Lugo, Faenza e Ravenna (è possibile prenotarsi nelle sedi sindacali dei rispettivi comuni o nelle categoria di appartenenza).
"La crisi non è alle spalle e la Cgil continua a denunciare la latitanza del Governo di fronte alla recessione - spiega il segretario provinciale della Cgil, Marcello Santarelli -. La manifestazione provinciale si terrà a Faenza, in una delle aree maggiormente colpite dalla crisi che nel Ravennate continua a manifestarsi con preoccupante intensità. Dall'inizio dell'anno il numero dei lavoratori in cassaintegrazione si è assestato e oscilla intorno alle 6.000 unità. Sappiamo che non si andrà sotto a questo numero almeno fino al prossimo 31 luglio per effetto degli accordi sugli ammortizzatori sociali sottoscritti dalle aziende".
La crisi economica rimane concentrata su alcuni settori specifici: metalmeccanico, chimica gomma plastica, tessile abbigliamento e calzaturiero, edilizia e logistica e trasporti. A pagare più pesantemente la crisi sono i lavoratori precari che sono privi di ogni tutela. I mancati rinnovi dei "contratti a termine" superano come valore medio le 3.900 unità, 2.975 sono i posti di lavoro persi per esodi naturali non sostituiti.
Santarelli evidenzia anche il fatto che negli ultimi mesi ci sono stati cambiamenti significativi: "L'utilizzo degli ammortizzatori ordinari è ormai terminato: già in queste settimane e d'ora in poi assisteremo sempre di più al ricorso di strumenti straordinari (cigs, cigo in deroga e cigs in deroga). Tutto ciò presuppone che ogni lavoratore è destinato a fare più ore di cassa integrazione. Il provvedimento del Governo, che ha prolungato il periodo di cassa integrazione ordinaria di 6 mesi, è positivo ma assolutamente insufficiente".
Santarelli aggiunge che la Cgil il 12 marzo chiederà al Governo di non fare pagare questa crisi ai lavoratori, ai pensionati e ai migranti: "Chiederemo di fermare i licenziamenti e di garantire la prosecuzione della CIG in deroga. Occorre: sostenere il reddito e prevedere gli ammortizzatori sociali per i precari; incentivare l'assunzione stabile di lavoratori disoccupati o in mobilità; estendere i contratti di solidarietà. Chiederemo di affrontare le vertenze in atto per impedire la chiusura delle aziende, di definire strumenti di politica industriale rivolti ad incentivare la green economy e le produzioni ad alto valore aggiunto. Sosterremo la necessità di avviare un piano per la ricerca e uno per rilanciare il Mezzogiorno. Chiederemo un aumento delle detrazioni da lavoro dipendente e da pensione che restituisca, entro marzo, anche agli incapienti, 500 euro, a parziale restituzione del drenaggio fiscale. Chiederemo la riduzione delle aliquote Irpef dal 23 al 20% e dal 38 al 36%. Chiederemo che tutto ciò sia finanziato: dalla lotta all'evasione e dall'elusione fiscale, dalla tassazione delle rendite finanziarie, dei grandi patrimoni, delle stock options con aliquote pari a quelle vigenti negli altri paesi europei. Denunceremo la vergogna dei condoni e dello scudo fiscale, proponendo il nuovo patto fra i contribuenti onesti".