
Mistero Buffo all'Alighieri dall'11 al 14 marzo
Uno degli allievi più dotati di Dario Fo ripropone il testo cardine del maestro con una cifra stilistica assolutamente personale e inimitabile. Vero e proprio modello per il teatro di narrazione Mistero buffo è un monologo la cui peculiarità si svela soprattutto nel linguaggio di cui si compone, il grammelot, un artificio di origini medievali fatto di lingue e dialetti, di parole inventate e di morbida gestualità.
Dario Fo ha ricreato a modo suo quel mondo perduto attualizzando la figura del giullare, interprete dei malumori del popolo verso chi detiene il potere. E ha riletto in chiave buffonesca i misteri religiosi rovesciando il punto di vista di chi ascolta e denunciando le mistificazioni di avvenimenti storici e letterari che si sono succedute nel corso dei secoli.
Rappresentato per la prima volta nel 1969, e con più di cinquemila allestimenti in tutto il mondo, Mistero buffo ha condotto Fo al Premio Nobel per la Letteratura. È un testo mai datato, capace ancora oggi di testimoniare quella sotterranea coscienza civile che si rigenera nel riso liberatorio e nell'irriverenza del comico.
11, 12, 13 marzo ore 21
14 marzo ore 15.30
Paolo Rossi
Il Mistero Buffo di Dario Fo (P.S.: nell'umile versione pop)
di Paolo Rossi
musiche composte ed eseguite dal vivo da Emanuele Dell'Aquila
regia di Carolina De La Calle Casanova
produzione: La Corte Ospitale, Compagnia del Teatro Popolare
con la collaborazione della Fondazione Giorgio Gaber