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» Lugo - 10/03/2010

L'ouverture di Lugo Opera Festival

L'opera-scandalo "Powder her face" dell'inglese Thomas Adès (8 aprile) e "Il viaggio a Reims" di Rossini (7 e 8 maggio) sono i due titoli dell'edizione 2010. Altri sette appuntamenti di prestigio fino al 21 maggio, giorno del concerto-evento dell'americano Arto Lindsay "4 Skies" in coproduzione col festival Angelica

Olga Zhuravel (nel ruolo della duchessa)
Olga Zhuravel in Powder her face

Sarà Pierluigi Pizzi a firmare regia, scene e costumi dell'allestimento inaugurale del Lugo Opera Festival 2010 in coproduzione col Teatro Comunale di Bologna: l'opera da camera in due atti Powder her face del compositore inglese Thomas Adès su libretto di Philips Henscher, che andrà in scena al Teatro Rossini di Lugo l'8 e l'11 aprile 2010, e verrà poi ripresa il 9 e 11 novembre nella Stagione d'Opera 2010 al Teatro Comunale di Bologna. Questa produzione è il risultato di una collaborazione pluriennale tra il Teatro Comunale di Bologna e il Teatro Rossini di Lugo, che intende sviluppare un progetto artistico incentrato sulla produzione novecentesca o contemporanea di Teatro Musicale.

Il grande regista e scenografo milanese affronta per la prima volta un gioiello del teatro musicale da camera contemporaneo che ha già fatto il giro del mondo dal giorno della sua prima rappresentazione avvenuta il 1° luglio 1995 al Cheltenham Festival in Inghilterra. Powder her face è infatti il titolo più noto e più rappresentato di Thomas Adès (classe 1971), compositore inglese considerato erede di Benjamin Britten, che la scrisse ad appena 24 anni su commissione dell'Almeida Opera, e che da allora ha letteralmente bruciato le tappe: le successive opere, Asyla (1997) e The Tempest (2004), hanno suscitato enorme interesse, promuovendo Adès dal ruolo di grande speranza della musica inglese a presenza di punta della musica contemporanea.

Il libretto di Powder her Face, scritto da Philip Hensher, racconta la storia vera di Margaret Campbell, Duchessa di Argyll, il cui processo di divorzio scandalizzò l'Inghilterra alla fine degli anni '50, riempiendo la stampa di pettegolezzi e fotografie compromettenti. "Una donna sfacciatamente avida di denaro e di sfrenatezze sessuali - racconta Thomas Adès - che mostra che anche le persone orribili hanno una componente tragica".

Ethel Margaret Whigham, nata nel 1912, divenne la Signora Sweeney col suo primo matrimonio, poi Margaret Campbell, Duchessa di Argyll col suo secondo. Ricca, bella e piena di successo, la duchessa affrontò una lunga e sensazionale causa di divorzio conclusa nel 1963. Il giudice Lord Wheatley emise un crudele verdetto di 65mila parole in cui la descrive letteralmente come «una donna sessualmente sfrenata che ha smesso di sentirsi soddisfatta dai normali rapporti sessuali e ha iniziato disgustose pratiche sessuali per soddisfare un suo degradato appetito sessuale». Divorziata, ma intrepida, la Duchessa di Argyll rimase sulla breccia dando una grandiosa festa per l'ottantesimo compleanno del suo amico Paul Getty nel 1972 e ricevendo il principe Michael di Kent l'anno seguente. Ma nel 1990 venne espulsa dalla sua suite all'Hotel Dorchester, lasciando un debito di 33mila sterline. Morì nella casa di cura St. George, Pimlico, nel 1993.

Ricevuta nel 1994 la commissione a trarre un'opera sulla sua vicenda, Thomas Adès e il suo librettista Henscher l'ambientano nel lussuoso hotel dove la duchessa è ospitata e suddividono il racconto in otto scene: una serie di flashback del suo movimentato passato negli anni '30, '50 e '60 che è rievocata da tre dipendenti dell'hotel che al presente la trattano con derisione malcelata.

 
Thomas Ades
Thomas Ades

La partitura di Adès, contraddistinta da un grande eclettismo, contiene velate citazioni della musica popolare (tango, tea dance, Cole Porter, musical) ma anche da opere di Alban Berg (Lulu), Richard Strauss, Kurt Weill (L'opera da tre soldi), Igor Stravinsky (The Rake's Progress). L'orchestra di 15 elementi è composta da clarinetti, sassofoni, ottoni, strumenti ad arco, fisarmonica, arpa e percussioni, un ensemble simile cioè alle orchestrine di musica da ballo di un tempo che fu. Sul piano musicale, come ha scritto il critico del New York Times, Bernard Holland: "l'opera traspira l'epoca delle swinging bands e delle canzoni di Cole Porter, trattate in modo che la brillante parodia della loro musica segnali il periodo specifico. Richard Strauss e l'operetta viennese si mostrano in forma frantumata, mentre La morte e la fanciulla di Schubert, citata in tonalità diverse dall'originale, dà un breve saluto".

Il nuovo allestimento di Powder her face che vede Pierluigi Pizzi autore di regia, scene e costumi, conoscerà in scena un eccezionale quartetto vocale internazionale: il soprano Olga Zhuravel (nel ruolo della duchessa), Zuzana Marková, Nicholas Isherwood e Mark T. Panuccio. L'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna sarà diretta dal giovane direttore inglese Philip Walsh.

Il Lugo Opera Festival promuove due altri appuntamenti legati alla produzione dell'opera: giovedì 8 aprile, alle ore 16,30 presso l'Aula Magna del Liceo Classico di Lugo, il pubblico è invitato ad assistere alla conferenza di presentazione dell'opera Powder her face del musicologo Giovanni Bietti, a cura dell'Associazione Amici del Teatro Rossini, in collaborazione con l'Università degli adulti.

Inoltre alcuni giorni prima della prima, domenica 28 marzo alle 16,00, tutti gli interpreti dell'opera Powder her face saranno coinvolti in un concerto lirico da camera con musiche a sorpresa tratte dal repertorio lirico e dal musical, con la partecipazione dell'attore e regista Roberto Recchia. Un appuntamento ormai consolidato del Lugo Opera Festival, molto apprezzato dal pubblico.

 
Arto Lindsay
Il musicista americano Arto Lindsay

Il Lugo Opera Festival prosegue fino al 21 maggio 2010 con altri otto appuntamenti di rilievo: venerdì 16 aprile alle 20.30 recital del pianista e compositore pesarese Paolo Marzocchi dal titolo "Il fascino discreto della musica popolare", in cui si propone un originale percorso sulle musiche popolari dell'est europeo reinterpretate da compositori di epoche diverse: Chopin innanzitutto (nel bicentenario della nascita) e i suoi 6 Canti Polacchi trascritti da Liszt. Di Liszt seguiranno le poco eseguite Melodie popolari ungheresi e la celeberrima Seconda Rapsodia. Seguono le Melodie Ungheresi e le Danze Rumene di Bela Bartók - il quale parlava delle melodie popolari come di «pietre preziose a cui il compositore-orafo deve costruire una montatura che ne esalti la bellezza» - per chiudere le complesse poliritmie dei 5 Canti di Scutari dello stesso Paolo Marzocchi, basati su antiche melodie del nord dell'Albania. Fra un brano e l'altro sarà il pianista stesso a condurre il pubblico in questo affascinante viaggio musicale con racconti e aneddoti sulle musiche eseguite.

Mercoledì 21 aprile sempre alle 20,30 sarà la volta di "Chicche d'opera", un grande concerto lirico con musiche dalle opere più note di Mozart, Bellini, Donizetti, Verdi e Puccini, realizzato in collaborazione con la Scuola dell'Opera Italiana di Bologna. Sul palco del Teatro Rossini si esibiranno in un'ideale sintesi della storia dell'Opera i giovi soprano Valentina Corradetti e Giuseppina Chirizzi, i tenori Evanivaldo Correa e Gabriele Mangione. A loro si unirà il noto mezzosoprano riminese Anna Malavasi. Al pianoforte Dario Tondelli.

Giovedì 29 aprile ore 20,30 il Lugo Opera Festival propone "Cafè Lumière", un nuovo concerto-spettacolo dell'Ensemble Provocalis diretto da Gianluigi Giacomoni con Milo Martani al pianoforte, testi di Alessandro Di Nuzzo e coreografie di Andrea Ascari. Cafè Lumière è il racconto musicale dell'invenzione del cinema: partendo da un tipico caffé un po' in crisi della Parigi di fine Ottocento, lo spettacolo porta in scena uno strano aggeggio, una scatola meccanica di legno con un buco al centro fissata su un lungo treppiede di metallo. Ha un nome misterioso, "Cinéma". È la macchina dei sogni, che produce nuove musiche e nuove emozioni che si concretizzano in scena con l'esecuzione da parte di un ensemble di 15 cantanti-attori di alcune delle più celebri pagine della storia del cinema, composte da Harlen, Mancini, Rota, Livingston, Morricone, Queen e Piovani.

Venerdì 7 e sabato 8 maggio, sempre alle 20,30, secondo titolo in cartellone al Lugo Opera Festival 2010, col Viaggio a Reims di Gioachino Rossini, nel collaudato allestimento della Fondazione Arturo Toscanini di Parma con la regia di Rosetta Cucchi e l'Orchestra Regionale dell'Emilia-Romagna diretta da Aldo Sisillo. Ad interpretare il divertente (e difficilissimo) dramma giocoso in un atto del 1824 su libretto di Luigi Balocchi, in cui è narrata l'attesa di un gruppo di strani personaggi in sosta obbligata all'Albergo del Giglio d'Oro durante il viaggio per partecipare all'incoronazione di Carlo X, saranno ben 18 giovani promesse del belcanto rossiniano, appositamente selezionate dal Lugo Opera Festival: Natalia Miretti, Silvia Beltrami, Elena Bakanova, Enrica Fabbri, Alessandro Luciano, Enrico Iviglia, Graziano Dallavalle, Marco Filippo Romano, Salvatore Salvaggio, Omar Montanari, Diego Arturo Manto, Thomas Vacchi, Gloria Contin, Bettina Block, Luisa Staboli, Donato Scorza, Kwang Soun Kim, Alessio Manno.

Appuntamento d'eccezione infine quello del 21 maggio alle ore 21: in scena la prima assoluta di Arto Linsdsay '4 Skies', la nuova creazione concertistica dell'americano Arto Lindsay in coproduzione col Festival Angelica (che ha commissionato il progetto), Regione Emilia Romagna, Teatro Rossini di Lugo, Teatro Comunale di Modena, Festival l'Altro Suono e Fondazione Arturo Toscanini. Arto Lindsay (classe 1953) è chitarrista, cantante, compositore e produttore discografico molto eclettico, che ha collaborato con la scena internazionale pop e di ricerca, da Caetano Veloso (del quale è stato anche produttore e scrittore di canzoni) a John Zorn, da Ryuichi Sakamoto a Brian Eno, Laurie Anderson, David Byrne e Marisa Monte. Per la prima volta impegnato con una grande orchestra sinfonica, presenta un repertorio di canzoni da lui scritte e di cover inaspettate. «Ho scelto varie canzoni sia dal mio repertorio che dalla musica popolare brasiliana e americana - racconta Arto Lindsay - Tra la musica per orchestra che mi è più familiare vi sono gli arrangiamenti di Claus Ogerman per album di bossa nova, quelli di Rogério Duprat per i Tropicalistas e di Nelson Riddle per cantanti jazz. Sono anche un avido ascoltatore di compositori del ventesimo secolo, da Messiaen a Morton Feldman, a Giacinto Scelsi e Gérard Grisey». Sul palco del Teatro Rossini di Lugo, per la prima volta alla voce e alla ruvida chitarra di Arto Lindsay si uniranno la Filarmonica Arturo Toscanini diretta da Giovanni Di Stefano e una band formata da Melvin Gibb (basso elettrico), James Hurt (tastiere), Guillermo Brown (batteria e voce) e Marivaldo Paim (percussioni): musiche di Arto Lindsay, Al Green, Caetano Veloso, arrangiamenti di Steve Barber, Greg Cohen, Peter Scherer.

All'interno del Lugo Opera Festival 2010 si inseriscono inoltre tre eventi della rassegna «Concerti in luoghi sacri»: domenica 11 aprile alle ore 10,40 nella Chiesa del Carmine di Lugo, il recital di Matteo Messori all'organo Callido (1797), domenica 18 aprile alle 11 alla Chiesa del Suffragio, il recital di Fabiana Ciampi all'organo Rasori (1844) e (sempre il 18 aprile) alle ore 17 all'Oratorio di Passogatto (Lugo) il concerto di Paolo Testi al flauto e Eugenio Polacchini alla chitarra.