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» Ravenna - 22/02/2010

MAMMA MIA! La rubrica sui bambini di Silvia Manzani (15)

Portate i pargoli all'Orto Botanico di piazzetta Ragazzini. Tutto perfetto, per voi e per loro. Uscita a parte

L'Orto Botanico di piazzetta Ragazzini
L'Orto Botanico

E’ quasi sempre deserto. E forse questo è il suo bello. Ciò non toglie che per una mamma, e soprattutto per un bambino, sia un posto da consigliare. Un posto di quelli in cui il bambino si fa magicamente i cavoli suoi in sicurezza e la mamma si mette a sedere su una panchina e può fare finalmente quella telefonata che rimandava da ore o leggersi addirittura qualche pagina di libro.

Dopo aver esaurito tutte le idee, nell’ordine parco giochi, giro in centro, gelato, biblioteche per bambini, centro commerciale (in teoria non ci si va mai, in pratica sì) rifugiatevi all’Orto Botanico, piazzetta Ragazzini, due passi da piazza Kennedy. Non serve nemmeno il passeggino. Andateci a piedi. Anche se il pargolo non vuole camminare e dovete prenderlo in braccio, anche se è cicciotto come la mia tanto da mettere alla prova i vostri muscoli, dal parcheggio all’ingresso la distanza è davvero minima. Non suderete sotto il piumino.

Sorpassate la soglia del cancello e già siete nell’atmosfera giusta. Musichetta di sottofondo di quelle che rilassano anche un isterico. Ed ecco piante e piantine, erbe e verdure, fiorellini (al momento ancora no) e frutti. Sentieri di ghiaia dove il bambino si avventura con un entusiasmo che non vi può preoccupare. E, al centro, una manna del cielo. Il laghetto con i pesci rossi. Per mia figlia è ormai un’istituzione. Sale il gradino che lo solleva da terra e guarda quel popolo acquatico con un interesse mai visto prima. Getta le briciole di pane e biscotti e, quando ai pesci va peggio, anche qualche sassolino prelevato direttamente dai sentieri. Se il signore dell’erboristeria, come spesso succede, è fuori a sistemare il suo regno, non mancherà di coinvolgere il bambino nella somministrazione della pappa (quella vera, quella adatta) ai pesci.

Voi, nel frattempo, avrete fatto un bagno non nel lago, ma nel relax (provatelo la sera prima della chiusura, soprattutto). Sarete contente di vedere vostro figlio immerso nella natura, a tu per tu con salvia e maggiorana. Vi sentirete in pace con il mondo, ma vicine a casa al punto giusto da non dover correre per preparare la cena. Unico neo: il congedo. L’uscita dall’Orto Botanico, nel mio caso, è semi-tragica. Mia figlia, da lì, non andrebbe mai via. Piange, urla, sbraita, fa no con la testa e con la voce. Qualche volta riesco a convincerla a uscire. Ma quando siamo di nuovo nella zona dell’ingresso, quella musichina che aveva sentito entrando la convince che è meglio dentro, che fuori. Fa dietrofront e riparte in quarta, direzione Duomo. E’ in quel momento che l’atmosfera dell’Orto perde molto del suo fascino.